Come RISPARMIARE (e parecchio) sull’acquisto dei FARMACI

Prima di continuare a leggere sappiate che non sono un medico e non ne capisco granchè di medicina. Imparare dai miei consigli in campo medico è un pò come prendere lezioni di bon-ton da Alvaro Vitali.

Forse non tutti sanno che per molti farmaci in commercio è possibile acquistare dei farmaci sostitutivi con un principio attivo equivalente. Questi farmaci prendono il nome di farmaci generici, ovvero imitazioni di prodotti originali ormai privi di protezione brevettuale (la copertura del brevetto per i farmaci è all’incirca di 20 anni. Cliccate qui per approfondire).

Questo significa che è possibile acquistare ad esempio un farmaco equivalente all’Aspirina ma ad un costo notevolmente inferiore. La qualità di tali farmaci è garantita dalle condizioni e dai controlli della normativa internazionale. Una ditta che produce un generico per ottenere l’Autorizzazione all’Immissione in Commercio (AIC) deve presentare al Ministero della Sanità studi che ne dimostrino la bioequivalenza al medicinale di cui è la copia.

Il mio consiglio, quindi, è quello di chiedere sempre al proprio farmacista se esiste un farmaco generico equivalente di costo inferiore ed eventualmente acquistare quello.

Per farsi un’idea o trovare questi farmaci autonomamente ci viene in aiuto l’ottimo motore di ricerca del sito generici.com che attualmente contiene più di 8000 farmaci commercializzati in Italia ed è in grado di confrontarli per costo al grammo (quindi per costo effettivo, non per confezione).

Facciamo una prova:

  • andiamo sulla pagina del motore di ricerca all’indirizzo http://www.generici.com/motore/default.asp . Qui potremo indicare sia il nome commerciale del prodotto che il principio attivo o la categoria terapeutica
  • facciamo una ricerca mettendo nel primo campo la parola Aspirina e cliccando su Avanti

Adesso guardiamo i risultati: il prezzo al grammo più basso è 0,2 euro, quello più alto 3,4 euro!

Ben diciassette volte di più. Notevole, vero? Fate altre prove inserendo il nome di altri farmaci di uso comune e vedete che succede.

In ogni caso vi ricordo che, nonostante internet ci dia un grande aiuto, in questo campo il fai-da-te può essere pericoloso. Rivolgetevi al vostro farmacista o al medico di famiglia. Se non sono troppo attaccati a qualche marca blasonata troverete di sicuro un valido aiuto.

Leonardo

5 commenti su “Come RISPARMIARE (e parecchio) sull’acquisto dei FARMACI”

  1. ciao.
    il farmaco generico non sono “imitazioni”, ma sono farmaci che utilizzano il medesimo PRINCIPIO ATTIVO, ovvero l’elemento farmaceutico del prodotto (anche quello originale). ciò che può differire sono gli eccipienti.

    IL PROBLEMA DEI FARMACI GENERICI E’ IL FATTO CHE NON SONO PUBBLICIZZATI PERCHE’ IN QUESTO MODO CONTENGONO I COSTI AL CONSUMATORE.

    COSI’ FACENDO PERO’ SONO GLI STESSI CONSUMATORI CHE NON VOGLIONO I FARMACI GENERICI MA CHIEDONO QUELLI “DI MARCA” QUANDO ENTRANO IN FARMACIA, E IL FARMACISTA NON PUO’ FAR ALTRO CHE SCONSOLATAMENTE SCUOTERE LA TESTA E VEDERE PERSONE CHE SPENDONO DI PIU’ DI QUELLO CHE EFFETTIVAMENTE SERVE PER AVERE I MEDESIMI BENEFICI.

    SVEGLIAMOCI!!!
    (NE GUADAGNEREBBE ANCHE IL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE CHE SPENDEREBBE DI MENO!!!)

  2. il più delle volte quando chiedo un generico mi dicono ” m spiace al momento non c’è, oppure l’abbiamo finito!! cosicchè devo sempre e comunque comprare quelli di marca!! Com’è possibile??

  3. il sistema sanitario nazionale non spende un euro in più dato che il costo aggiuntivo della specialità viene addebitato totalmente all’acquirente. Inoltre i generici hanno più tolleranza nella percentuale di principio attivo rispetto ai farmaci “di marca” (cosa problematica in caso di terapie dosaggio-dipendenti) e la provenienza del principio attivo, dopo la scadenza del brevetto, non è sempre il massimo della qualità a causa dei parametri meno restrittivi imposti sui generici.

  4. Non sono riuscita a trovare il motore di ricerca, neppure cliccando sul link da te messo. Mi auguro che non l’abbiano levato, sarebbe veramente da fetenti (per rimanere sul politically correct). Comunque, giusto per approfondire, ho visto un servizio recente delle Iene in cui svelavano un “tacito accordo” tra farmacisti e medici, per cui molto spesso sono proprio questi ultimi a designare un farmaco preciso nella prescrizione e segnalarlo come “non sostituibile”. Ciò ha realmente senso solo in caso di qualche intolleranza del paziente, altrimenti il medico dovrebbe dire “senta, sarebbe la stessa cosa della tachipirina, ma io le lascio la scelta se vuole spendere meno”. L’obiettivo di tutto ciò è più che palese, purtroppo. L’importante in alcuni casi è solo essere informati…

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